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Scandalo canile di Sulmona: ritardi, irregolarità e cani trattati come merce

Direttivo Marzo 5, 2025

La struttura comunale ancora abusiva e non iscritta al registro regionale

4 marzo – La situazione del canile comunale di Sulmona è l’esempio di un’amministrazione pubblica indifferente alle tutele e al benessere animale. Il canile è stato chiuso per adeguamenti nel 2024 perché non era in regola: non risultava accatastato e neanche iscritto all’albo regionale. 

“E’ davvero imbarazzante e ridicolo pensare che una struttura comunale non fosse in regola. Una negligenza burocratica che si ripercuote sulla vita degli animali, che sono stati condannati a un’odissea fatta di sofferenza e trascuratezza”, commenta il segretario nazionale del partito politico REA, Gabriella Caramanica.

Sono stati spesi 91 mila euro per l’adeguamento del canile e ancora a distanza di un anno, si apprende che l’iscrizione al registro dei canili non è ancora stata effettuata e mancherebbe un piccolo adeguamento per ultimare i lavori. 

“E’ un ritardo inaccettabile. Tanto più che ci sarebbero delle anomalie riscontrate anche sul numero dei cani trasferiti – prosegue il segretario nazionale REA- Dei 152 originariamente spostati dal canile di Sulmona, secondo le dichiarazioni del gestore della struttura di accoglienza temporanea a Collelongo, il numero complessivo dei cani trasferiti sarebbe di 133. Resta da chiarire dove sarebbero finiti 22 cani (di cui 2 adottati), mentre solo 111 sarebbero tracciabili”.

“Non vogliamo pensare che i cani siano stati trasferiti senza essere stati prima microchippati”, chiosa Caramanica. 

Secondo le testimonianze di alcuni volontari, i cani trasferiti si trovano in condizioni critiche. Dalle immagini diffuse dagli attivisti e dalle telecamere delle tv locali, gli animali sono bagnati, impauriti, sporchi e alcuni esemplari evidenziano comportamenti ossessivi a significare che la loro salute fisica e mentale potrebbe essere a rischio. Inoltre, sembra non esserci uno spazio adeguato per il loro sgambamento, compromettendo ulteriormente il loro benessere psicofisico.

Animali prigionieri di un sistema che sembra ignorare i più basilari principi di benessere animale. Nonostante le rassicurazioni di Pino Corsi, gestore della struttura di Collelongo, emergono numerosi dubbi e incongruenze. Perché alle telecamere del TGR è stato concesso l’accesso senza però la possibilità di scattare foto o girare video con smartphone, con la giustificazione che le immagini verrebbero “strumentalizzate”?  

Di fronte a questa situazione, chiediamo con urgenza un’ispezione immediata da parte della ASL Veterinaria per accertare le condizioni dei cani e verificare il numero effettivo degli animali ospitati. Le vite di questi animali non possono essere trattate come semplici numeri su un registro burocratico. Non possiamo più consentire a queste cattive gestioni dei canili pubblici. Chiediamo alle istituzioni di agire con fermezza e rapidità per porre fine a questa vergogna e garantire ai cani una vita dignitosa. Conclude Caramanica. 

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