“A Ponte Galeria non siamo di fronte a un caso di criminalità, ma a una tragedia della solitudine e dell’indigenza che il Comune di Roma e i servizi sociali non possono continuare a ignorare. Pur condividendo lo stato non idoneo del luogo dove i cani vivono definire ‘lager’ la struttura di un’allevatrice di fama internazionale, lasciata vivere senza acqua né luce, è un atto di sciacallaggio mediatico che REA respinge con forza”. Lo dichiara Gabriella Caramanica, Segretario Nazionale del partito politico REA, dopo essere stata personalmente sul campo per accertare la realtà dei fatti.
La posizione di REA ribalta la narrazione degli ultimi giorni. La proprietaria della struttura, è un’allevatrice ed educatrice cinofila iscritta all’ENCI, stimata a livello internazionale e pluripremiata per la selezione di pastori asiatici. “Questa signora ha dedicato la vita ai suoi animali, che sono la sua unica ragione di sussistenza. Purtroppo, a causa di gravi vicissitudini personali, si trova oggi a vivere in condizioni di povertà estrema. È assurdo che nel 2026 una cittadina sia privata dei servizi essenziali, trascinando con sé nel disagio anche i suoi cani”, prosegue Caramanica.
REA contesta duramente le azioni di chi ha cercato visibilità personale attraverso blitz spettacolari, senza comprendere il contesto umano e professionale della vicenda. “La giustizia e il benessere animale non si fanno con i video sui social o con la gogna mediatica contro chi è già in ginocchio. Si fanno pretendendo che le istituzioni intervengano per ripristinare condizioni di vita dignitose. Chiediamo che l’Amministrazione Capitolina e la ASL Roma 3 non procedano a sequestri punitivi, ma attivino un piano di sostegno che permetta alla signora Irina di continuare a prendersi cura dei suoi animali in una struttura a norma e servita dalle utenze di base”.
“REA è al fianco di chi ama gli animali e si batte per la loro tutela, ma non accetta che la povertà venga confusa con la crudeltà. Il vero scandalo non è l’allevatrice, ma uno Stato che permette a una professionista stimata di finire nel fango della disperazione. Chiediamo rispetto per la dignità di Irina e sicurezza per i suoi animali :le istituzioni battano un colpo e offrano soluzioni, non solo sanzioni”, conclude il Segretario Nazionale.
