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Gli influencer fanno spettacolo sulla pelle degli animali: REA denuncia il dramma di una famiglia a Roma

Direttivo Luglio 4, 2026

Dopo il caso Alabai, un nuovo blitz sensazionalista strappa due cani alla loro casa. Il REA: «Animali rinchiusi a Muratella con il caldo torrido per un ritardo burocratico. Giustizialismo social e burocrazia cieca stanno distruggendo una famiglia umile»

ROMA – Un cortocircuito pericoloso tra giustizialismo social e rigidità burocratica sta consumando il dramma di una famiglia romana e dei suoi due cani, uno dei quali anziano e malato, oggi rinchiusi dietro le sbarre del canile di Muratella. 

Il partito politico REA (Rivoluzione Ecologista Animalista), torna a denunciare con forza la piaga degli influencer che si improvvisano paladini della giustizia a caccia di click e visibilità.

I fatti ricalcano un copione già visto in altri episodi, come il recente caso dell’allevamento di Alabai. Un noto influencer, raccogliendo la segnalazione di alcuni vicini – senza verificarne l’attendibilità o l’eventuale conflittualità pregressa – ha inscenato un blitz con tanto di diretta streaming, accusando la famiglia di detenere i cani sul balcone. Accertamenti successivi hanno invece dimostrato che i due animali avevano libero accesso all’appartamento tramite una porta-finestra.

Spenti i riflettori del web, la realtà si è rivelata un incubo per i proprietari. Al danno dell’intervento si è aggiunta la beffa burocratica: il proprietario, mal consigliato da qualcuno di cui evitiamo per ora di fare il nome, ha pagato in ritardo la sanzione amministrativa. Per tutta risposta, la struttura del canile ha negato la restituzione degli animali, invitando formalmente una famiglia in condizioni economiche umili a fare ricorso al TAR, un iter dai costi proibitivi.

“Possiamo solo immaginare il dolore e la sofferenza di questi due animali, strappati ai loro affetti e gettati a Muratella in questo periodo di caldo estremo. Siamo profondamente sconcertati dall’atteggiamento ostativo del Comune di Roma che nega la restituzione anteponendo il ritardo del pagamento”, commenta Gabriella Caramanica, Segretario nazionale REA.

In base alla normativa vigente, il ritardo non preclude affatto il ricongiungimento con l’animale, ma comporta semplicemente il pagamento di una mora. 

“È assurdo: se a un cittadino scappa il cane e l’accalappiacane lo recupera, un ritardo nel pagamento della multa significa forse non poterlo rivedere mai più? Chiedere a una famiglia umile di ricorrere al TAR è una barriera sociale inaccettabile – prosegue il segretario nazionale REA. L’influencer di turno ha creato un danno economico e affettivo devastante, per poi sparire senza chiedere scusa né smentire, come sempre accade quando si spengono i riflettori”.

REA ribadisce la propria totale condanna verso una tendenza social lesiva e incontrollata, dove personaggi privi di qualsiasi qualifica istituzionale o competenza giuridica ed etologica cercano situazioni sensazionalistiche sulla pelle degli animali per aumentare i propri follower. 

Inoltre, il partito non intende fermarsi dinanzi all’indecente ostruzionismo del Comune di Roma e del Dipartimento Tutela Ambientale e Benessere degli Animali. Questa vicenda è solo la punta dell’iceberg di un sistema in cui si abusa del proprio potere.

 “Siamo pronti a denunciare pubblicamente ulteriori e gravi situazioni gestionali che meritano di essere portate alla luce. Chiediamo l’immediato sblocco della situazione e la restituzione dei cani alla loro famiglia. È tempo che le istituzioni smettano di essere forti con i deboli e deboli con i forti ed è necessario arginare questi “processi di piazza” digitali che producono solo danni reali”, conclude Caramanica.

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