Le recenti dichiarazioni dell’Assessore Sapinet in merito all’ipotesi di realizzazione di un termovalorizzatore in Valle d’Aosta segnano un punto di svolta fondamentale nel dibattito sulla gestione dei rifiuti, confermando quanto il Partito Politico REA sostiene da tempo con fermezza. L’ammissione istituzionale secondo cui l’impianto non sarebbe sostenibile a causa di una produzione di rifiuti insufficiente svela la criticità intrinseca di questa tecnologia, che per sopravvivere necessita paradossalmente di un costante mantenimento degli sprechi, andando in direzione diametralmente opposta agli obiettivi di riduzione e riciclo imposti dalle normative europee e nazionali vigenti.
La presa di posizione della Regione Valle d’Aosta dimostra che, quando l’analisi si sposta dai meri interessi industriali alla reale fattibilità tecnica ed economica, il modello dell’incenerimento mostra tutta la sua obsolescenza. Il dovere civico delle amministrazioni deve essere quello di perseguire la strategia Rifiuti Zero e l’economia circolare, non di vincolare i territori a impianti che richiedono “combustibile” per decenni, incentivando la produzione di indifferenziato. La tutela dell’ambiente e del benessere animale passa inevitabilmente per la rinuncia a sistemi che immettono emissioni in atmosfera e consumano risorse, privilegiando invece percorsi virtuosi che rispettano la vocazione naturalistica dei nostri territori. Riteniamo che la sostenibilità non possa essere subordinata alla necessità di alimentare forni, ma debba guidare ogni scelta politica verso la conservazione della biodiversità e della salute pubblica.
La dichiarazione del Segretario Nazionale REA, Gabriella Caramanica:
“Il caso della Valle d’Aosta mette a nudo la grande menzogna dell’incenerimento: sono impianti che per funzionare hanno bisogno che la raccolta differenziata fallisca o che la produzione di rifiuti resti alta. Ammettere che ‘non c’è abbastanza immondizia’ significa certificare che il futuro è altrove. La politica deve avere l’onestà intellettuale di investire sul recupero di materia e sulla tutela della salute, abbandonando definitivamente la logica di bruciare il nostro futuro.”
